In data 27/02/2026, facendo seguito a quanto indicato nella 66a e 67a Integrazione, veniva inoltrata al Procuratore Generale e al Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Firenze – titolare e custode della inchiesta e documentazione relativa al Mostro di Firenze – la seguente istanza:
OGGETTO: Mostro di Firenze.
Egr. Sig. Procuratore Generale della Procura di Firenze,
a seguito della 66° Integrazione del www.casigiudiziari.it, con decine di migliaia di accessi, il sottoscritto è stato prima contattato da un avvocato di Parma, e poi fatto contattare da un noto ex magistrato di Perugia e da un avvocato di Perugia (entrambi – dicesi – attualmente Consulenti di Commissioni Parlamentari), che lo hanno voluto incontrare in merito a quanto in Oggetto, circa quanto riportato in 66° Integrazione, e in altre, riservandosi poi di contattare il dott. Fantauzzi, già della Questura di Perugia (già citato nel presente sito internet NdR).
Da detto colloquio è emerso che alcuni elementi di cui il sottoscritto era a conoscenza tramite fonte segnalata in Integrazione, corrispondevano a quanto saputo dai due Consulenti. Inoltre, durante il colloquio il sottoscritto ricordava che all’ epoca la *** aveva inteso collaborare sempre in forma anonima (vista la prudenza esplicata in Integrazione) anche con la Procura di Firenze circa il caso in Oggetto, fornendo elementi riportati in anonima lettera a Voi inviata. Per cui i 2 odierni Consulenti hanno ipotizzato di poter ritrovare nei 2 scatoloni da Voi conservati, detta lettera anonima. Che il sottoscritto individuerebbe subito sia per un paio di elementi ricordati, sia riconoscendo la tipologia dello scritto e del periodare.
Il sottoscritto pertanto è disponibile a concordare una venuta a Firenze onde rintracciare la lettera, e mettere a disposizione notizie relative ad un reato così efferato.
In attesa di riscontro nei tempi e modi previsti, si inviano distinti saluti.
Perugia, 27/02/2026.
Ad oggi 15/04/2026 nessuna risposta è stata fatta pervenire, e quindi l’ accesso a quanto richiesto (una pagina circa, a suo tempo presumibilmente trascurata e cestinata con troppa rapidità) è stato di fatto negato.
Secondo i cittadini lettori ed elettori venuti a conoscenza del negato accesso, alla luce dei file Epstein recentemente venuti alla luce (anche se in modo molto parziale), stante la efferatezza dei delitti del Mostro di Firenze e connessi, e l’ ostinato ripetersi negli anni degli stessi, la attuale volontà ostativa o comunque non collaborativa della autorità giudiziaria (che sembrerebbe appalesarsi nel trascurare la possibilità di accertare certe verità e di renderle pubbliche), potrebbe avere una doppia lettura, pur sempre negativa: o quella più lieve di temere di contrariare criminali indubbiamente potenti, o forse quella di voler coprire il crimine (e con esso i coinvolti) anziché contrastarlo.
Perché ciò sembrerebbe confermare – secondo i suddetti cittadini lettori ed elettori – quanto da soggetto internazionale più che autorevole da anni dichiarato (in ciò confermato dai sopracitati file Epstein di cui si è appresa notizia): cioè di un Occidente oramai universalmente in mano a criminali facenti parte di sette pedofilo-sataniche, che mirano al subdolo ma possibilmente ferreo controllo della società, l’ emergere delle cui verità se rese pubbliche sarebbe per molti soggetti di potere sicuramente assai scomodo perché accusatorio e coinvolgente. (Sui meccanismi reali e concreti che regolano il mondo del potere satanico vedansi Integrazioni precedenti).
Stante infatti la natura esoterica ed occulta dei delitti del Mostro di Firenze (compiuti quale rituale preparatorio onde accrescere protezione e benefici diabolici, cioè molti soldi e grande potere a discapito dei non affiliati), sarebbe stato importante rendere pubblici gli elementi contenuti nella lettera richiesta, per ribadire ad una opinione pubblica oramai completamente avulsa da certe problematiche (liquidate con superficialità come superate e medievali) che il satanismo – che oggi ammorba ogni aspetto del vivere sociale – è cosa realissima nella sua pericolosità, e non invenzione fantastica; non capendo detta opinione pubblica che proprio questo atteggiamento debole e acquiescente fortifica il fenomeno e lo rende aggressivo; ciò reso possibile sia dalla generale abiura delle masse, sia dall’ ancor più grave abiura del 99% della Gerarchia Vaticana [vedi 66a Integrazione]; e che la liberazione dal satanismo, cioè dal male operante nelle mille forme del contesto sociale, si ottiene non con le sole armi politico-giudiziarie pur in sé lodevoli, ma con altre armi ben più potenti, purché generalizzate e diffuse.